Né bulli né vittime

bullismoCon il Sistema Bibliotecario dell’Ovest Bresciano abbiamo preso piena coscienza del ruolo sociale che svolge la cultura ed in particolar modo le biblioteche, all’interno del tessuto sociale al quale afferiscono, e senza voler con questo sostituirsi ad altre agenzie formative ed educative proprie (famiglie e scuola).

Da sempre le biblioteche sono scuole di civiltà e democrazia e proprio in quest’ambito esse sono luoghi favorevoli alla crescita ed allo sviluppo integrale della persona. Anche nell’ambito del bullismo perciò come bibliotecari e professionisti della cultura, non vogliamo farci trovare impreparati. Per questo motivo desideriamo varare il progetto “Né bulli, né vittime”, attraverso il quale sensibilizzare i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado e gli adulti su un tema di intenso significato sociale, al fine di prevenire, proprio attraverso incontri e attività con i ragazzi, le manifestazioni di violenza.

Gli obiettivi del progetto sono quindi:

1. Fornire agli adulti ed ai ragazzi informazioni credibili e documentate sul fenomeno del bullismo.
Si nota nell’ambito della questione del bullismo una scarsa informazione. Esso viene scambiato per una forma un “po’ violenta” di gioco tra ragazzi. In realtà è una forma tipica di prevaricazione, che va riconosciuta, mettendone in luce le caratteristiche e variabili. Per farlo si ricorrerà alla creazione innanzi tutto di una bibliografia di qualità di carattere saggistico che possa essere utile sia ai ragazzi che agli adulti per approfondire la tematica da un punto di vista socio-psicologico;

2. Garantire la possibilità di accedere a materiali di narrativa e saggistica che consentano una conoscenza del bullismo che non avvenga semplicemente attraverso un passaggio intellettuale ma anche esperienziale.
L’ambito della saggistica risulta all’intelletto, piuttosto freddo. La capacità invece di “colpire” l’immaginazione è propria del testo narrato o dell’immagine. In questi anni sono stati scritti molti libri sul bullismo e il tema viene trattato anche nell’ambito cinematografico. In particolare si è iniziato nei paesi di lingua anglosassone, dove il fenomeno è apparso nella sua forma violenta, apparentemente prima che nelle zone mediterranee dell’Europa. Per tale motivo, ancora nell’ambito della bibliografia, ci sembra utile creare una lista di documenti rivolta ai ragazzi (ed a loro distribuita durante gli incontri dei quali ai punti successivi), nella quale indicare i materiali di carattere narrativo o cinematografico che essi possano visionare.

3. Proporre dei momenti d’incontro sul tema rivolti particolarmente alle scuole secondarie di primo grado del Sistema Bibliotecario Ovest Bresciano di carattere letterario o di carattere psicologico.
L’ambito proprio delle biblioteche è quello della cultura. Esse sono luoghi relazionali per eccellenza, che hanno spesso rapporti privilegiati con le scuole, motivati da una consuetudine e da un legame che nel tempo è stato approfondito e sostanziato, passando la biblioteca da servizio a “servizio” della scuola, a collaborazioni paritarie di sempre maggiore rilevanza. In questo senso resta ben chiaro che il bibliotecario non è un educatore, né è chiamato ad esserlo, ma certamente ha qualcosa da dire sul libro e sulla sua qualità. Si deve perciò conoscere una differenziazione fra l’ambito bibliotecario (si propongono una serie di promozioni alla lettura a tappeto (ossia su tutte le scuole secondarie di primo grado), gestita da professionisti, sul tema del bullismo attraverso la narrativa collegata) e l’ambito psicologico: la proposta rivolta alle scuole è di collegare un incontro con un psicologo/psicoterapeuta per trovare insieme percorsi possibili sul bullismo che aiuti i ragazzi a comprenderne le dinamiche.

Gli incontri, da novembre 2015 a maggio 2016, sono offerti gratuitamente dal Sistema Bibliotecario alle scuole che vorranno aderire, avranno come classe pilota le classi seconde delle secondarie di primo grado:

1) Conoscere il bullismo (incontro 1, circa 2 ore, partecipanti 50 al massimo, ovvero due gruppi classe). L’incontro si svilupperà attraverso degli strumenti per comprendere cosa i ragazzi conoscano del fenomeno del bullismo e seguiranno dei focus group, attraverso i quali giungere ad una definizione condivisa del tratto psicologico del bullismo. Ai ragazzi sarà affidata un’attività da svolgere saltuariamente nei giorni che li separano del secondo incontro

2) Combattere il bullismo (incontro 2, circa 2 ore, partecipanti 50 al massimo, ovvero due gruppi classe). L’incontro si svilupperà attraverso laboratori pratici di role-playng ed attività ludiche, per concludere con la creazione di un “patto educativo” stabilito con la classe.

3) Leggere il bullismo. L’ultimo incontro che cadrà a distanza di ulteriori 15 giorni dai precedenti si svilupperà come una presentazione di materiali (documenti di varia natura) collegati al bullismo, ma soprattutto libri e film attraverso i quali i ragazzi possano fissare (per mezzo della letteratura o delle immagini) l’esperienza fatta.

Il fenomeno del bullismo assume ogni giorno di più caratteristiche esplicite di violenza, che giungono a volte a seminare la morte, manifestando la sua natura non di “gioco”, ma di vera e propria persecuzione del “diverso” comunque esso si ponga. Il nostro obiettivo è quindi prevenire il disagio e promuovere la salute fisica e psicologica dei ragazzi e delle loro famiglie.

Il progetto è condotto da:
Dott.ssa Manenti Sara, Psicologa Clinica
Dott.ssa Fenaroli Laura, Psicologa Clinica

Dal blog Qui-Palazzolo, nella nostra rubrica “Basta il pensiero”: un articolo

Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il blog Nelle Terre dell’Ovest, che mostra in dettaglio tutte le date degli incontri serali per i genitori presso le biblioteche.

Vi mostriamo alcuni dei lavori fatti dai ragazzi che hanno preso parte al Progetto:

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